Insieme

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Se proprio è necessario seguire il manuale e sviluppare il piano di marketing anche di un blog piccolino come questo, perché non lo facciamo insieme?

No, non ti voglio solo coinvolgere nel marketing di questa mia iniziativa web. Voglio parlare di un piano marketing applicabile a qualsiasi blog.

Ho iniziato ieri a parlare dei blocchi essenziali: target, temi, value proposition.

Su questi lavoreremo nei prossimi giorni. Ti va?

Progetto

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Target, temi, value proposition.

Tre elementi al cuore di ogni progetto di comunicazione. Come questo blog.

Qualche mese fa ho iniziato a scrivere ogni giorno su questo blog. Ma non ho ancora fatto veramente i conti con questi elementi essenziali.

Dopo più di 100 articoli è arrivato il momento di farsi queste domande e dare delle risposte esatte.

Come ho scritto in passato è pura arroganza pensare di essere dei fuoriclasse, pensare che le regole non si applicano quando si tratta della nostra creatività.

Non si fa comunicazione senza un progetto. Dopo 3 mesi e mezzo di freestyle, ora si comincia col lavoro vero.

Tocca a me ora dare le risposte migliori a queste domande: target, temi, value proposition.

Fare

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Ci sono approcci diversi al fare le cose.

C’è chi ama approfondire. Scoprire tutto di un argomento. Lo fa prima dall’esterno, attraverso lo studio della teoria. Poi, quando si trova di fronte alla pratica, applica ciò che ha studiato.

C’è chi ama sperimentare. Scoprire tutto di un argomento, ma dall’interno, attraverso l’esperienza più che la conoscenza teorica. Si prende un periodo per osservare e poi opera le scelte in base a ciò che ha scoperto.

C’è chi ama la procedura. Scoprire tutto di un argomento non fa al caso suo. Preferisce applicare uno stampo, seguire dei passi, andare avanti secondo una sequenza ben definita.

Tutti e tre gli approcci sono utili. Tutti e tre portano a risultati diversi. Non tutti sono adatti ad ogni tipo di lavoro.

Scegliere

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Se chiedi ad una piccola azienda di fare una scelta vedrai che la scelta è governata da rapporti e gerarchie. Gli impiegati chiederanno il permesso ai manager, i manager agli executive. Se, infine, esiste una figura padronale, la scelta arriverà da lì.

Se chiedi ad una azienda della Silicon Valley di fare una scelta vedrai un processo. Si inizia dal raccogliere i dati relativi al campo della scelta, poi si mettono in piedi esperimenti che possano aiutare a rendere questi dati ancora più rilevanti per la scelta da operare, infine si presentano quei dati e in base a quelli si decide.

Se chiedi ad un artista di fare una scelta vedrai un processo ancora diverso, che coinvolge più l’intuito che i dati, e che conduce ad una decisione meditata, ma non basata sui dati.

Troppe volte mi capita di decidere come l’artista. 9 volte su 10  è più facile usare l’intuito, che i dati. Invece dovrei trovare l’umiltà di lasciar decidere i dati, come fanno le aziende della Silicon Valley.

Esperienza

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Posso dirvi con certezza che l’ultima cosa che serve per aprire una società è aprire effettivamente la società con notaio e atti.

Il momento per aprirla è quando si deve fare la prima fattura, quando per la prima volta un cliente ci deve pagare.

Lo so perché ho fatto l’errore di aprire una società prima di avere entrate. E l’errore mi è costata diverse migliaia di euro.

La società non è mai arrivata a generare entrate significative, ma io mi sono trovato con le spese di apertura, gestione e chiusura di un’entità legale, con gli oneri che potete immaginare.

Ora posso consigliarlo pubblicamente: non aprite società. Fatelo all’ultimo minuto. Lo posso fare qui sul sito. Ma quanto vale l’esperienza che condivido qui con voi?

Vale il risparmio potenziale moltiplicato il numero delle persone nel giusto target che riesco a raggiungere. Persone che vogliono aprire una società e che non lo faranno perché hanno letto le mie parole. Un mucchio di soldi.

Questo è una delle ragioni per cui amo il web così tanto.

Chiudere

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Ricaricare le pile. Prepararsi per nuove partenze. Trovare il proprio ritmo. Rallentare. Regolare la velocità. Stabilire nuove regole. Rompere precedenti regole. Stabilire nuove rotte. Controllare che le nuove rotte siano anche compatibili con quelle tracciate in precedenza.

Ogni momento è perfetto per ripartire.

Non bisogna però dimenticarsi di chiudere. Quando si divide il tempo tra tantissimi progetti, è inevitabile che alcuni di questi non vengano più curati e aggiornati.

Però spesso restano aperti nella forma di una sotto-cartella nel nostro disco, di un dominio che rinnoviamo di anno in anno, di un senso di colpa che ci torna in mente nei momenti di debolezza.

Ho appena chiuso con un progetto che mi stava a cuore. E sono contento. Un altro progetto è in corso di chiusura e quando sarà concluso mi consentirà di regalare al mondo quello che ho imparato durante il percorso.

È bello dare energia a nuove idee. È ancora più bello se allo stesso tempo tagliamo i rami secchi.

Cosa faresti se i soldi non fossero un problema?

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Invece di rispondere ad una domanda, questa volta voglio farti una domanda.

Cosa faresti se i soldi non fossero un problema?

Fermati un attimo. Sono certo che in un momento o un altro della tua vita hai pensato: se seguissi questo sogno finirei sotto un ponte.

Ecco, oggi vorrei che immaginassi che cosa succederebbe se avessi una mecenate che ti sostenesse nel seguire il tuo sogno.

Come spenderesti le tue giornate? Che tipo di lavoro faresti? Dove lo faresti?

Voglio confessarti un segreto: se sei una lavoratrice della conoscenza questa mecenate già ce l’hai. O se non l’hai ancora trovata, puoi trovarla molto facilmente. Sei tu.

Non è mai stato facile come oggi costruire strumenti per risolvere il problema finanziario. C’è una fioritura di libri, corsi online, consulenze specializzate e software che risolvono problemi di una nicchia. Puoi partecipare a questo trend. I soldi – se proprio vuoi – non saranno più il problema.

Allora resta la domanda: che cosa ti va veramente di fare? Come vuoi spendere le tue giornate? Vuoi proprio fare qualcosa di radicalmente diverso da quello che fai adesso?

O forse quella mecenate non ti serve, perché il lavoro che vuoi veramente fare lo fai già, perché sei già nell’esatto posto dove vorresti e dovresti essere.

Mi piacerebbe leggere la tua risposta.

Opportunità

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Ad averle sotto gli occhi per troppo tempo, si diventa ciechi alle opportunità.

A vederle per la prima volta si è pieni di entusiasmo: la mente del principiante vede solo possibilità.

Quando questi due atteggiamenti si incontrano si crea una situazione di blocco.

Chi è stato seduto sull’opportunità vede solo problemi. Chi si concentra sulla soluzione non vuole bastoni tra le ruote.

È la situazione – assai comune – che blocca lo sviluppo di buona parte dell’Italia quando si parla di sfruttare le risorse paesaggistiche e culturali.

Chi vincerà?

Valore

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Ci accorgiamo del valore dei nodi delle nostre reti quando li perdiamo. Ad esempio quando uno sviluppatore smette di aggiornare un’app che usiamo, quando viene a mancare una voce in una community di cui facciamo parte, quando una risorsa che abbiamo usato in passato scompare. 
Non sono in vena nostalgica. Ma ci tengo a sottolineare che la legge di Metcalfe la viviamo sulla nostra pelle tutti i giorni. 

Per approfittarne possiamo: creare una nostra rete, curare contenuti per una rete che già esiste, collegare una nuova rete, condividere di più, prestare più attenzione a quello che gli altri nodi condividono. 

Sono tutti modi per fare proprio quel delta di valore che altrimente verrebbe naturalmente riassorbito da strumenti di riciclaggio dell’attenzione (pubblicità) o di rivendita dei dati (profilazione). 

Buona estrazione (di valore)!

Network

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È uscito un bel documentario sulla Silicon Valley sul podcast della BBC. Se siete ascoltatori di podcast vi suggerisco di cercare “The Documentary” su iTunes o dove prendete i vostri podcast. Ne vale la pena.

Varrebbe la pena studiarselo parola per parola, specie la parte in cui Peter Thiel se la prende con gli Stati. Ma – anche se il tema mi è molto caro – oggi vorrei parlare del perché siamo tutti ubriachi e dipendenti dai big five.

La ragione sono i network effect. Ce li spiega Louis Rossetto, fondatore di Wired Magazine

People think about the revolution as being about computers, but the real revolution was about networks.
Networks get more valuable with more participants and the participation and the value isn’t linear, the value is logarithmic, and when you get into the millions or the billions, as it stands now, you start having rich level of interaction, of exchange of thoughts, of wisdom, of knowledge – and [trying] not to be too science fiction here – [they are] providing a sort of the level of consciousness that the planet has never seen before.

[Si può dibattere qui se Rossetto intendesse dire exponential invece di logarithmic  vista la grande differenza tra le due curve. Per andare avanti assumiamo che abbia detto exponential.]

Quella che Rossetto cita è la legge di Metcalfe:

L’utilità e il valore di una rete sono pari ad n^2 – n dove n è il numero degli utenti

Quindi una rete cresce di valore in modo esponenziale al crescere dei suoi nodi, assumendo che ogni nodo porti con se un valore medio comparabile. La legge, dopo essere stata stimata, è stata anche dimostrata sui dati dei più grandi social network.

Metcalfe è la ragione per cui – seppure ci siano molte alternative – finiamo tutti ad usare Dropbox. È la ragione per cui Ello non prende piede e ci troviamo tutti su Facebook. È la ragione per cui è più conveniente dare il 30% ad Apple che pubblicare il proprio software al di fuori del suo Store.

Quella di Metcalfe è un’osservazione di carattere naturalistico da cui si deduce una legge matematica. Ed è utile per capire la crescita esponenziale di alcuni modelli di impresa.

Infatti alcune aziende riescono a collegare un numero con un $ o con € davanti e a moltiplicarlo per questo numero che procede verso l’alto come una mazza da hockey. Ed è su quell’asse cartesiano, dove si vede la crescita verticale, che nascono gli unicorni che celebriamo in questo periodo.

Se non si comprende profondamente questo passaggio non è possibile capire né il mondo del business di oggi, né i nostri comportamenti di singoli individui interconnessi.

Ogni nostra interazione è catturata dalla legge di Metcalfe. Vale per ogni Whatsapp che mandiamo, per ogni Telegram che riceviamo, per ogni messaggio Slack e per ogni SMS. Tutto quello che facciamo a contatto con una rete sociale acquista valore secondo la legge di Metcalfe.

La domanda successiva è: chi cattura il valore che generiamo?